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Mille anime – Il pop (seconda parte)

Torna l’appuntamento con le mille anime della musica e continuiamo a parlare del pop. Abbiamo concluso la prima parte parlando di Michael Jackson ma, oltre a lui, i primissimi anni ‘80 videro muovere i primi passi ad altri artisti che sarebbero diventati stelle di prima grandezza. Tra il 1981 e il 1982 iniziano infatti le carriere soliste di Whitney Houston, Celine Dion, George Michael e Madonna.

 

Whitney Houston

Whitney Houston viene universalmente riconosciuta come una delle più popolari e talentuose voci di tutti i tempi, a detta di molti artisti e critici, la più grande voce femminile della storia della musica.
Una voce potente ma che sa essere molto dolce all’occorrenza…e quando penso ad una voce del genere in iCrew, non posso fare altro che pensare alla nostra KikyMelody

Dopo un po’ di gavetta, pubblica il suo primo album nel 1985 balzando subito al primo posto della classifica e stabilendo il record di vendite per un album d’esordio.
Tra i 5 singoli estratti del suo primo album ricordiamo All at once, Saving all my love for you e Greatest love of all. Nel 1987 pubblica il suo secondo album preceduto e trainato dalla hit internazionale I wanna dance with somebody. Poi altri due album fino ad un punto fondamentale per la sua carriera.

The bodyguard

Nel 1992 Whitney Houston debutta al cinema con il film Guardia del corpo, coprotagonista con Kevin Costner. Pochissimi sanno che il brano colonna sonora, I will always love you, è la cover di un pezzo di Dolly Parton. Sta di fatto che il singolo ottiene un ineguagliato successo planetario, vendendo circa 16 milioni di copie nel mondo. La colonna sonora del film diventa la più venduta di tutti i tempi, con 42 milioni di copie in tutto il mondo. Di particolare risonanza sono anche i bellissimi singoli I have nothing, Run to you e la cover di Chaka Khan, I’m every woman.

Un inesorabile declino

Nel 1998 lancia il suo quarto album di minor successo e di cui si ricorda la hit It’s not right but it’s okay e When you believe, cantato in duetto con Mariah Carey e che nel 1999 si aggiudica l’Oscar come migliore canzone originale. Di lì in poi una carriera fatta di alti e bassi senza grandi successi da ricordare e con la bruttissima dipendenza da crack e chissà quale altra droga che la porterà, nel 2012 alla prematura scomparsa.

Non è affatto facile cantare Whitney Houston senza rimetterci le corde vocali. Le nostre Serena e Marzia le hanno ancora intatte, eppure hanno cantato davvero alla grande

Celine Dion

Come dicevamo, nel 1981 fa il suo esordio anche Celine Dion. Dopo un inizio caratterizzato subito da un successo internazionale ma comunque di basso profilo e che riguardava solo i paesi francofoni, nel 1990 pubblica il suo primo album in inglese. Nel 1991 la sua carriera ha una svolta. La Disney le affida la canzone tratta dal film La bella e la bestia che vince il Premio Oscar per la Miglior canzone originale. Oltre al successo questa canzone fu importante anche perché Celine capì che era quello lo stile che faceva per lei. Nel 1993 Bill Clinton la chiama per cantare alla cerimonia del suo insediamento alla Casa Bianca.

Sul tetto del mondo

Lo stesso anno Céline Dion pubblica il suo terzo album in inglese, The colour of my love, che la impone definitivamente come star mondiale grazie anche alla stupenda The power of love, che divenne la sua canzone-firma fino alla fine degli anni ‘90. Il mondo intero scopre finalmente la sua voce angelica ma dalla incredibile potenza. Nel 1995 esce l’album in francese D’eux, tuttora l’album in lingua francese più venduto della storia. Nel 1996 esce Falling into you e Celine Dion raggiunge l’apice del suo successo mondiale trascinata dai singoli di maggior successo: Because you loved me e la cover di All by myself. Nel 1997 esce l’album Let’s talk about love che gode della collaborazione di artisti internazionali ma che viene ricordato soprattutto per la canzone colonna sonora del colossal del momento: Titanic…naturalmente la canzone è My heart will go on.

Mariah Carey

Appartiene più agli anni ‘90 ma con Whitney Houston e Celine Dion formava un trio di voci che ha caratterizzato un ventennio e che dominava le classifiche di tutto il mondo…sto parlando di Mariah Carey. Tra i suoi maggiori successi la cover di Without you, ma anche brani in cui figura come autrice e produttrice come Hero, My all, We belong together ma anche il singolo natalizio All I want for Christmas is you. Con gli anni 2000 la Carey ha virato sempre più sull’ R&B ma resta famosa soprattutto per le sue hit anni ‘90. Noi adesso ascoltiamo la bellissima voce di Sara94…

Dopo tre grandi voci femminili, parliamo di due voci maschili che hanno altrettanto segnato gli anni ‘80 e ‘90.

 

George Michael

Originariamente è membro degli Wham, un duo che fa il cosiddetto “botto” nel 1984, con il secondo album, Make it big, che ottiene un successo internazionale. Brani come Wake me up before you go go ma soprattutto Careless whisper, fanno il giro del mondo, e gli Wham! sbarcano addirittura in Cina. Nello stesso anno nasce anche il classico di Natale Last Christmas.

La carriera solista

Nel 1986, uno scioglimento programmato apre la strada alla carriera da solista di George, una carriera che parte da Faith, album anticipato dal singolo I want your sex. Il brano fece molto scalpore perché accompagnato da un videoclip censuratissimo, vero e proprio inno al sesso sicuro. L’album è trainato anche da singoli di grande successo come Father figure, One more try e Kissing a fool. Per divergenze con la casa discografica non pubblica niente per 6 anni, poi cambia e nel ‘96 torna con l’album Older. Dall’album vengono estratti singoli come Jesus to a child e Fastlove. Poi la sua carriera va via via scemando.

 

Sting

L’altro grande personaggio maschile degli anni ‘80, genio assoluto della musica, cantante ma anche ottimo musicista polistrumentista è Sting. Già dal ‘79 Sting era famoso come cantante/bassista dei Police. Con questo storico gruppo collezionò vari successi come Roxanne, Walking on the moon, Message in a bottle, Don’t stand so close to me, Do Do Do Da Da Da ed Every breath you take. Da solista, oltre a reinterpretare i successi dei Police, tira fuori dal cilindro capolavori come Fields of gold, If I ever lose my faith in you, Fragile, Englishman in New York e Desert rose con Cheb Mami. Nell’ultima parte della sua carriera ha virato decisamente sul jazz con grande successo.

 

La regina del pop

Come detto in precedenza, se esiste un re del pop, c’ sicuramente anche la regina, che è senza dubbio Louise Veronica Ciccone, Madonna. Diva capace di attirare attenzioni e critiche con i suoi comportamenti trasgressivi e i suoi videoclip iconici, Madonna è davvero la regina del pop, l’artista femminile ad aver venduto di più nella storia della musica. Come solo i veri miti sanno fare, Madonna ha influenzato moda, costume, musica e arte in genere.

Inizia a New York come ballerina, forma un gruppo di cui è prima batterista, poi cantante e poi anche autrice. Nel 1979 viene contattata da Patrick Hernandez e vola a Parigi per partecipare come corista e ballerina al brano Born to be alive. Durante il soggiorno francese, alcuni produttori intravedono le sue potenzialità e decidono di farne una star da discoteca, ma lei decide di tornare a New York. Nel 1982 inizia a scrivere e produrre brani dance riuscendo ad ottenere il suo primo contratto discografico e delle buone vendite.

 

Primo album, primo successo

Nel luglio dello stesso anno Madonna pubblica il suo primo album, intitolato semplicemente Madonna, che negli Stati Uniti viene certificato con cinque dischi di platino e da cui nasce il suo primo grande successo: Holiday!
Nel 1984 Madonna pubblica il suo secondo album, Like a virgin, che diventa un vero successo planetario grazie soprattutto al singolo omonimo e a Material girl. Insieme alla sua musica, diventa di culto anche la sua immagine sensuale e camaleontica grazie ai video.
Nel 1985 Madonna ha il ruolo da protagonista, nel film Cercasi Susan disperatamente, col quale ottiene un buon successo sia per la recitazione che per la canzone Into the groove contenuta nella colonna sonora.
Un anno dopo esce il suo terzo album True blue, che è l’album di Madonna più venduto. Tra i singoli estratti possiamo ricordare La isla bonita e Papa don’t preach, un brano che parla delle gravidanze adolescenziali in chiave anti-abortista e che fece molto scalpore tanto che provocò il primo conflitto tra Madonna e il Vaticano. Addirittura Papa Giovanni Paolo II invitò i fan della cantante a boicottare le date italiane del suo tour.
Tra qualche flop al cinema e qualche esperienza dance, nel 1989 pubblica il suo quarto album, Like a prayer, nel quale Prince suona la chitarra elettrica in diversi brani. Il video musicale del singolo omonimo, viene aspramente criticato, perché giudicato “sacrilego”. Nel video infatti Madonna bacia la statua di un santo di colore che si anima, appare con le stigmate e danza davanti a delle croci in fiamme. Il Vaticano “impedisce” a Madonna di recarsi in Italia e censura il video, ma nonostante le varie controversie Like a prayer è divenuto uno dei singoli più venduti della storia e noi ora ci guardiamo il video

Vogue

Solo un anno dopo, un altro brano, contenuto nell’album I’m breathless, fa letteralmente la storia della musica: Vogue vende quasi sei milioni di copie e con il suo videoclip Madonna lancia un ballo che aveva scoperto in un locale gay di Chelsea e che diventa un vero e proprio stile di danza.
Seguono l’album Erotica, altre esperienze cinematografiche più o meno riuscite e poi l’album Bedtime stories che lancia il singolo di successo Take a bow. Nel 1996 Madonna ottiene la sua consacrazione anche come attrice, interpretando il ruolo di Evita Perón e rilancia alla grande la sua carriera musicale leggermente in declino con il brano simbolo del film Don’t cry for me Argentina.
Questo è stato forse l’ultimo vero picco della carriera di Madonna che comunque continua a collezionare successi, scandali e fidanzati, facendone ancora uno dei personaggi più importanti della musica mondiale. Noi adesso guardiamo un altro suo video che ha fatto la storia della musica

Abbiamo parlato dei grandi personaggi internazionali di un genere talmente vasto che non basterebbe un altro articolo per parlarne sufficientemente. Un genere che anche in Italia ha visto artisti di fama internazionale e successi senza tempo…quindi nel prossimo articolo parleremo del pop all’italiana: la “musica leggera”!

iCrew_Totinho80

Sono un amorevole papà 36enne di Benevento. Amo tutte le forme d'arte ed in particolare cucina, musica e scrittura. In iCrew non posso cucinare quindi faccio le altre due

  • Gianfranco

    Inutile dilungarmi sulla perfetta stesura dei tuoi articoli. Faccio i complimenti ai nostri icrewers per la loro interpretazione e ti ringrazio per le informazioni che mi hai dato.
    Si, anch’io sono tra quelli che non sapevano che la canzone di Withney fosse una cover

    • Antonio Minicozzi

      All’inizio neanch’io. Una cosa che mi piace di scrivere questi articoli è che imparo anch’io cose nuove

  • Anna Maria Pioggia

    Bravo come sempre toti! E grazie x avermi inclusa nel tuo articolo ?

  • Mary Dí

    Un bellissimo articolo…bravo toti e grazie per avermi inclusa…poi insieme a te…un vero onore ♡

    • Antonio Minicozzi

      Non mi dovete ringraziare, se vi ho incluso è perché avete cantato bene